PAOLO RECCHIA TRIO
Paolo Recchia: sax
Nicola Muresu: contrabbasso
Nicola Angelucci: batteria
I tre artisti sono considerati tra i più interessanti talenti del panorama jazz italiano. Numerose e prestigiose le collaborazioni collezionate dai tre nonostante la giovane età: Dado Moroni, Sam Yahel, Danny Grissett, Jeremy Pelt, Steve Grossam, JD Allen, Benny Golson, Roberto Gatto, Johnny griffin. Il trio di Recchia è incentrato principalmente sugli standards della grande tradizione jazzistica, fonte di comune formazione e ispirazione. La dimensione musicale porta i musicisti ad esplorare nuovi terreni armonici e soprattutto ritmici, arricchendo l’esecuzione degli standards con l’utilizzo di poliritmie e tempi dispari. Il comune percorso formativo permette loro di approcciare il materiale musicale in maniera compatta e di dare una direzione univoca e diretta al suono. L’ottimo risultato è garantito dal feeling musicale ed umano che lega li lega.
Martedì 2, mercoledì 3, giovedì 4, venerdì 5 e sabato 6 Febbraio 2010 |
Alex Sipiagin 4tet featuring Adam Rogers, Boris Kozlov e Clarence Penn “This week is dedicated to the memory of Michael Brecker”
CONCERTO IN ESCLUSIVA EUROPEA PER L'ALEXANDERPLATZ
Alex Sipiagin- trumpet
Adam Rogers-guitar
Clarence Penn-drums
Boris Kozlov-bass

Se non il più importante questo tributo a Michael Brecker è sicuramente tra i migliori progetti in cartellone nella stagione dell’Alexanderplatz. Fortemente voluto e sentito sia dall’ Alexanderplatz che da Sipiagin questo speciale quartetto include un eccezionale ensemble di ALL STARS componenti stabili degli ultimi progetti live/studio di MICHAEL BRECKER ultimo grande talento al quale il club era fortemente legato. In questi eventi all’ Alexanderplatz verrà presentato nuovo materiale dell’ultima realizzazione discografica della band.
Jazztales - Il jazz incontra la letteratura: un viaggio musicale tra scrittori del ‘900.
Progetto di Filippo La Porta – Marcello Rosa
Marcello Rosa: trombone
Elio Tatti: contrabbasso
Gianluca Figliola: chitarra
Filippo La Porta: percussioni
I La parabola del Sogno Americano tra l’età del jazz e il be-bop, tra Scott Fitzgerald e Jack Kerouac, tra Armstrong e Parker.
II Il jazz e le sofisticate avanguardie europee: Marinetti, i surrealisti, Sydney Bechet e Boris Vian
III Jazz e America Latina, tra sensualità e cerebralismo.
Il racconto di Julio Cortazar in omaggio a Parker, e poi Gato Barbieri, Piazzolla…
Lunedì 8 e martedì 9 Febbraio 2010 |
I Concerti sono sostenuti dall’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma.
Pippo Matino e Silvia Barba Special guests Francesco Bearzatti e Jorge Bezerra
Pippo Matino: basso
Silvia Barba: voce
Francesco Bearzatti: sassofono
Jorge Bezerra: percussioni
Peter De Girolamo: tastiere
Roberto Skiano: trombone
Claudio Romano: batteria
BASSVOICE PROJECT è un progetto che accomuna lo spessore e l’esperienza di un bassista di riconosciuta fama internazionale come PIPPO MATINO, all’intensità e al calore appassionato della voce di SILVIA BARBA, giovane cantante romana dalla spiccata personalità artistica. La collaborazione iniziata più di due anni fa ha sollecitato un dialogo fittissimo, un interplay serrato tra i due musicisti che hanno calcato insieme diversi palchi come quello di Villa Celimontana jazz festival 2007 e 2008, EUROBASSday Verona 2007, le Baiser Salè a Parigi, Palombara jazz festival 2007, Noir Jazz club di Napoli e tanti altri. Il disco omonimo BASSVOICE PROJECT verrà presentato l’8 e 9 febbraio proprio all’Alexanderplatz e vedrà come special guests FRANCESCO BEARZATTI al sax, JORGE BEZERRA JR percussionista di Joe Zawinul & Zawinul Syndicate Claudio Romano alla batteria, Peter de Girolamo alle tastiere e Roberto Skiano al trombone. Un concerto davvero strepitoso da non perdere! INGRESSO GRATUITO
Mercoledì 10, giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 Febbraio 2010 |
Roberto Gatto: batteria
Daniele Tittarelli: sax
Giovanni Falzone: tromba
Rosario Bonaccorso: contrabbasso
Luca Mannutza: piano
Una batteria. Sembra poco, ma può essere tantissimo. Non tanto perché Roberto Gatto, seduto dietro ai suoi tamburi ha saputo viaggiare per il mondo dei suoni come pochi, pochissimi altri hanno saputo fare, ma soprattutto perché non è solo di ritmo, di percussioni, di battiti che si tratta. E forse non si tratta nemmeno solo di musica. Roberto Gatto è infatti un esploratore, un "ragazzo" di quarantasette anni che ha pensato di trasformare il suo strumento in una macchina in grado di muoversi nel tempo e nello spazio. E’ partito dal jazz ma ha scoperto la musica, tutta la musica, quella più raffinata e intransigente, quella più leggera e cantabile, non ha avuto timore di mescolare le sue bacchette e la sua testa pensante a quella di molti musicisti e molto diversi tra loro. L’elenco è lungo, ma vale la pena di rileggerlo tutto: Bob Berg, Steve Lacy, Johnny Griffin, George Coleman, Dave Liebman, Phil Woods, James Moody, Barney Wilen,Ronnie Cuber, Sal Nistico, Michael Brecker, Tony Scott, Paul Jeffrey, Bill Smith, Joe Lovano, Curtis Fuller, Kay Winding, Albert Mangelsdorff, Cedar Walton, Tommy Flanagan, Kenny Kirkland, Mal Waldron, Ben Sidran, Enrico Pieranunzi, Franco D'Andrea, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Bobby Hutcherson, Didier Lockwood, Richard Galliano, Christian Escoudè , Joe Zawinul, BireliLagrene, Pat Metheny. Ma non basta, perché non sono i compagni di viaggio ad aver fatto grande Roberto Gatto, ma è il suo modo di essere musicista. Non è una star, non ha atteggiamenti da primadonna, sa essere allo stesso tempo sideman e bandleader, sa insegnare e ascoltare, non si confonde con quelli che trasformano la musica in circo, ma allo stesso tempo sa divertire e divertirsi con grande entusiasmo. Celebrare la sua arte e il suo ingegno, raccontare, attraverso la musica la sua storia. E’ una straordinaria occasione e non va perduta. Perché, ed è questo il bello, Roberto Gatto merita una sola definizione, quella che calza a pennello su tutta la sua storia: artista.